Oranghi a rischio estinzione

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La World Conservation Union ha classificato l’orango di Sumatra come specie a grave rischio di estinzione essendo minacciata la sua sopravvivenza sia dalla perdita di habitat che dal commercio illegale di animali.

L’Indonesia ha uno dei tassi di deforestazione più alti al mondo, gli oranghi che prima trovavano ospitalità in tutta Sumatra ora sopravvivono in sole due province: Nord Sumatra e Sceh.

Gli oranghi vivono in zone paludose della pianura e in zone di montagna. Di conseguenza i loro habitat preferiti sono le foreste torbiere, situate a ridosso della costa che si estendono all’interno lungo i corsi fluviali, e le foreste di dipterocarpo.

Nel 2004 la foresta pluviale di Sumatra è stata designata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità e da allora è stata inserita in una lista di “patrimoni mondiali in pericolo” a causa del continuo perseverare nella deforestazione, Sumatra negli ultimi 25 anni ha perso quasi la metà delle sue foreste. Rimane comunque la sesta foresta più grande al mondo e una delle più preziose in termini di biodiversità, ma cosa succederà se non si interviene con urgenza per fermare completamente la deforestazione in questa parte del mondo? Le foreste vengono abbattute e trasformate in piantagioni di palma da olio anche all’interno dei parchi nazionali. Vengono costruite reti stradali, a ritmi serrati, e questo attira e agevola i cacciatori e i bracconieri sempre alla ricerca di oranghi e altre specie protette.

Gli oranghi sono protetti da una legislazione del 1931 che ne vieta il possesso, l’uccisione o la cattura. Nonostante questo il commercio illegale di oranghi continua a decimare le restanti popolazioni. Le madri vengono spesso uccise per poter catturare il cucciolo che poi verrà venduto. Purtroppo vi è una grande domanda locale, nazionale e internazionale di cuccioli di oranghi, per poterli tenere come animali domestici.

Ricordiamo che questa specie svolge un ruolo cruciale nella rigenerazione della foresta, la loro perdita può portare come conseguenza ad un ulteriore perdita di altre migliaia di specie di animali e piante che condividono il loro ecosistema pluviale.

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